E non è sorprendente avere alle spalle tutti questi anni di storia e non aver imparato ancora la strada di casa? Non sapere nulla su cosa significa?
La mia generazione è una generazione frenata. Le persone migliori che conosco qui, non hanno fatto niente. Un niente che è l'unica cosa in cui mi identifico e che, in ogni caso, è una scelta..una scelta che non contempla l' "a tutti i costi". Questo niente, seppure sembra non abbia trovato un modo per essere una visione per molti, ha comunque decretato una distinzione dalla media. In questo niente, in cui io e i miei simili non riusciamo neanche a pensare di riprodurci, sento ancora qualcosa che somiglia alla speranza quando vedo le scintille delle passioni negli occhi. Nell'amore non so se credo più. Vacilla la fede nella condivisione pura, o anche nella sua semplice, affatto semplice, ricerca e, tuttavia, non posso che provare pietà per me e per chi con coraggio ha deciso di non offuscare la propria sensibilità con "aroma di vita".
Per me, che sono tutta passato e presente, il futuro resta qualcosa che si sogna. Mi sento spesso colpevole di non aver fatto abbastanza ma poi, altrettanto spesso mi accorgo che pure quel senso di colpa l'ho comprato..o me l'hanno propinato in offerta speciale, e quando è endogeno è del tutto sconclusionato, tanto da rivelarsi solo un pallido egoismo. Una scarsa stima per tutti quelli che "si fanno da soli", non per loro, ma perchè è così ingiusta tutta quella cazzo di fatica. E poi a me non va di farla.
Allora io e i miei simili siamo il potenziale inespresso del mondo, l'ottava nota, schiavi costosi e poco produttivi, piccoli artigiani della quotidianità analogica, agnostici dell'odierno sociale ma.. non è vero che non ci importa. Volevamo più risposte ma non abbiamo obbligato veramente nessuno a darcele.
Siamo troppo pochi, a stringere, e neanche ci riconosciamo tanto bene.
lunedì 1 ottobre 2012
mercoledì 19 settembre 2012
Polline
Che cambi testa e cambi vita. che non ti manca niente e che sai amare così come sai dire che ti piace il rosso. pensiero pulito e facile. contro nessuno e per se stessi, verso tutti. guadagnando ogni volta almeno due milioni di molecole che ti ricordano, e che non vedono l'ora di essere riconosciute.
venerdì 29 giugno 2012
Riscrivere le storie, ri-raccontarle, farci(re) una torta
Quando metti lo zucchero a velo ce lo hai scritto (per Dio!): FINE. E l'estate. Quella in cui non parto, quella in cui faccio un altro salto nel vuoto, quella in cui sorrido se penso che ho fatto sempre come dicevo io e non so se mi sono allontanata pericolosamente, andando per eremi emotivi, ma non credo.
mercoledì 13 giugno 2012
domenica 27 maggio 2012
L'erba "voglio" non esiste
Soffrivo e piangevo. Soffro e piango anche ora che mi è rimasta solo un'idea di quello che pensavo. E che quindi, non è mai stato vero. Quando sento questo, che sa di liquirizia e ebbrezza, mi piacerebbe riuscire a toccare mani divine e così immateriali da farmi perdere in un abbraccio che saprebbe scomparire in un divano (ma non di casa mia). E se tremo, scusatemi, perché niente esiste di quello che scrivo, e niente è mai esistito se non in quello che dico mio.
sabato 5 maggio 2012
Saluti
che darei pè n'artra carezza tua,
chè ogni altro tocco pare n'affronto.
chè ogni altro tocco pare n'affronto.
lunedì 23 aprile 2012
Posso dirlo a tutti
..e quindi, pensavo a questa cosa, no? che andiamo a certi concerti, per sentire certe parole che sanno risuonare nelle nostre casse toraciche e menti, frasi che avremmo voluto dire noi per rendere conto di alcuni sentimenti, ma che siamo contenti lo stesso se le dice qualcun altro, così possiamo sapere che non siamo i soli a pensare certe cose, che possiamo ancora essere sani.
Però..ci troviamo sotto lo stesso palco, nelle stesse stanze, senza riuscire nemmeno ad incontrarci, a pensare ad un passato in cui eravamo con qualcuno da cui siamo fuggiti, in un posto da cui ce ne siamo andati, probabilmente senza aver fatto quello che dovevamo fare, senza pretendere niente, e senza saper chiedere scusa.
Ho pensato di essere stanca persino dei miei pensieri.
Mi hanno tolto molte cose, quasi tutto, a volte senza traumi. Così sono cresciuta credendo che fosse normale sognare un appartamento invece di un castello, che fosse normale essere adulti da bambini e bambini da adulti, che fosse normale dimenticare di poter desiderare dei figli, che fosse normale considerare poco carino esprimere la noia per una ragazza (ma avevo sempre un nodo in gola).
Sarei felice se trovassi il modo di vedere e sentire tutto l’amore mancato che è nella musica che ascolto, che è stato nei movimenti di quando danzavo, che ritrovo in certi libri e nelle lacrime appese nella sala di un cinema, mentre vedo un film su un mondo così vicino..che avrebbe dovuto essere mio..(ma dov’ero? probabilmente pensavo: che cazzo è sto nodo in gola? Lo so, ho sempre pensato troppo). Mi piacerebbe poter parlare di aggregazione, di partecipazione, di persone giuste al momento giusto, che non si abbandonano, di futuro, possibilmente senza fare la parte dell’illusa scema, perchè lo vedo come va il mondo, ma non gli dò retta di proposito.
Però..ci troviamo sotto lo stesso palco, nelle stesse stanze, senza riuscire nemmeno ad incontrarci, a pensare ad un passato in cui eravamo con qualcuno da cui siamo fuggiti, in un posto da cui ce ne siamo andati, probabilmente senza aver fatto quello che dovevamo fare, senza pretendere niente, e senza saper chiedere scusa.
Ho pensato di essere stanca persino dei miei pensieri.
Mi hanno tolto molte cose, quasi tutto, a volte senza traumi. Così sono cresciuta credendo che fosse normale sognare un appartamento invece di un castello, che fosse normale essere adulti da bambini e bambini da adulti, che fosse normale dimenticare di poter desiderare dei figli, che fosse normale considerare poco carino esprimere la noia per una ragazza (ma avevo sempre un nodo in gola).
Sarei felice se trovassi il modo di vedere e sentire tutto l’amore mancato che è nella musica che ascolto, che è stato nei movimenti di quando danzavo, che ritrovo in certi libri e nelle lacrime appese nella sala di un cinema, mentre vedo un film su un mondo così vicino..che avrebbe dovuto essere mio..(ma dov’ero? probabilmente pensavo: che cazzo è sto nodo in gola? Lo so, ho sempre pensato troppo). Mi piacerebbe poter parlare di aggregazione, di partecipazione, di persone giuste al momento giusto, che non si abbandonano, di futuro, possibilmente senza fare la parte dell’illusa scema, perchè lo vedo come va il mondo, ma non gli dò retta di proposito.
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