venerdì 21 dicembre 2012

Se ci fu giustizia, fu veloce

anche per capirla. Potenzialmente entusiasmante rivoluzione, inesorabile resa all'atto. Abbiamo votato alla maggioranza questi sentimenti, siamo andati via pagando con un lieve imbarazzo e la riverenza. No, non è stata la fine del mondo come quando pioveva e noi eravamo lì, malati di infelicità e vicini, pieni di verità del momento.


domenica 4 novembre 2012

Quando sono andata troppo lontano

Quando sono andata troppo lontano è andata a finire che stavo dove tutti dicevano le stesse cose, e niente era più speciale in nessun modo. Solo dove ci si ritrovava ad annichilire ogni speranza condividendo la bellezza delle brutture, pareva di capirsi un pò. Ma ognuno, poi, sentiva che l'altro non stava osservando e nemmeno un pò vedendo lo splendore che portava dentro di sè. In questo modo ci si sentiva tutti perbene, chi era in cerca perchè era in cerca, chi aveva trovato perchè non stava cercando niente di più bello o di migliore, solo per completezza, apprezzava anche il brutto del mondo, e così si sentiva pure giusto. C'era profumo di spezie, messo apposta per nessuno. Pioveva su tutti e qualcuno pensava ai led zeppelin.

lunedì 1 ottobre 2012

Del mondo fuori

E non è sorprendente avere alle spalle tutti questi anni di storia e non aver imparato ancora la strada di casa? Non sapere nulla su cosa significa? 
La mia generazione è una generazione frenata. Le persone migliori che conosco qui, non hanno fatto niente. Un niente che è l'unica cosa in cui mi identifico e che, in ogni caso, è una scelta..una scelta che non contempla l' "a tutti i costi". Questo niente, seppure sembra non abbia trovato un modo per essere una visione per molti, ha comunque decretato una distinzione dalla media. In questo niente, in cui io e i miei simili non riusciamo neanche a pensare di riprodurci, sento ancora qualcosa che somiglia alla speranza quando vedo le scintille delle passioni negli occhi. Nell'amore non so se credo più. Vacilla la fede nella condivisione pura, o anche nella sua semplice, affatto semplice, ricerca e, tuttavia, non posso che provare pietà per me e per chi con coraggio ha deciso di non offuscare la propria sensibilità con "aroma di vita". 
Per me, che sono tutta passato e presente, il futuro resta qualcosa che si sogna. Mi sento spesso colpevole di non aver fatto abbastanza ma poi, altrettanto spesso mi accorgo che pure quel senso di colpa l'ho comprato..o me l'hanno propinato in offerta speciale, e quando è endogeno è del tutto sconclusionato, tanto da rivelarsi solo un pallido egoismo. Una scarsa stima per tutti quelli che "si fanno da soli", non per loro, ma perchè è così ingiusta tutta quella cazzo di fatica. E poi a me non va di farla.
Allora io e i miei simili siamo il potenziale inespresso del mondo, l'ottava nota, schiavi costosi e poco produttivi, piccoli artigiani della quotidianità analogica, agnostici dell'odierno sociale ma.. non è vero che non ci importa. Volevamo più risposte ma non abbiamo obbligato veramente nessuno a darcele. 
Siamo troppo pochi, a stringere, e neanche ci riconosciamo tanto bene.

mercoledì 19 settembre 2012

Polline

Che cambi testa e cambi vita. che non ti manca niente e che sai amare così come sai dire che ti piace il rosso. pensiero pulito e facile. contro nessuno e per se stessi, verso tutti. guadagnando ogni volta almeno due milioni di molecole che ti ricordano, e che non vedono l'ora di essere riconosciute.

venerdì 29 giugno 2012

Riscrivere le storie, ri-raccontarle, farci(re) una torta

Quando metti lo zucchero a velo ce lo hai scritto (per Dio!): FINE. E l'estate. Quella in cui non parto, quella in cui faccio un altro salto nel vuoto, quella in cui sorrido se penso che ho fatto sempre come dicevo io e non so se mi sono allontanata pericolosamente, andando per eremi emotivi, ma non credo. 


domenica 27 maggio 2012

L'erba "voglio" non esiste

Soffrivo e piangevo. Soffro e piango anche ora che mi è rimasta solo un'idea di quello che pensavo. E che quindi, non è mai stato vero. Quando sento  questo, che sa di liquirizia e ebbrezza, mi piacerebbe riuscire a toccare mani divine e così immateriali da farmi perdere in un abbraccio che saprebbe scomparire in un divano (ma non di casa mia). E se tremo, scusatemi, perché niente esiste di quello che scrivo, e niente è mai esistito se non in quello che dico mio.

sabato 5 maggio 2012

Saluti

che darei pè n'artra carezza tua,
chè ogni altro tocco pare n'affronto.



lunedì 23 aprile 2012

Posso dirlo a tutti

..e quindi, pensavo a questa cosa, no? che andiamo a certi concerti, per sentire certe parole che sanno risuonare nelle nostre casse toraciche e menti, frasi che avremmo voluto dire noi per rendere conto di alcuni sentimenti, ma che siamo contenti lo stesso se le dice qualcun altro, così possiamo sapere che non siamo i soli a pensare certe cose, che possiamo ancora essere sani.
Però..ci troviamo sotto lo stesso palco, nelle stesse stanze, senza riuscire nemmeno ad incontrarci, a pensare ad un passato in cui eravamo con qualcuno da cui siamo fuggiti, in un posto da cui ce ne siamo andati, probabilmente senza aver fatto quello che dovevamo fare, senza pretendere niente, e senza saper chiedere scusa.
Ho pensato di essere stanca persino dei miei pensieri.
Mi hanno tolto molte cose, quasi tutto, a volte senza traumi. Così sono cresciuta credendo che fosse normale sognare un appartamento invece di un castello, che fosse normale essere adulti da bambini e bambini da adulti, che fosse normale dimenticare di poter desiderare dei figli, che fosse normale considerare poco carino esprimere la noia per una ragazza (ma avevo sempre un nodo in gola).
Sarei felice se trovassi il modo di vedere e sentire tutto l’amore mancato che è nella musica che ascolto, che è stato nei movimenti di quando danzavo, che ritrovo in certi libri e nelle lacrime appese nella sala di un cinema, mentre vedo un film su un mondo così vicino..che avrebbe dovuto essere mio..(ma dov’ero? probabilmente pensavo: che cazzo è sto nodo in gola? Lo so, ho sempre pensato troppo). Mi piacerebbe poter parlare di aggregazione, di partecipazione, di persone giuste al momento giusto, che non si abbandonano, di futuro, possibilmente senza fare la parte dell’illusa scema, perchè lo vedo come va il mondo, ma non gli dò retta di proposito.

venerdì 6 aprile 2012

Lucciole e lanterne

Lo sapevo che ti avrei visto oltre, dove tu non potevi. Dove c'era solo la luce che restringeva il mio campo visivo a un punto solo dell'universo e dove riesco a sentirti mentre ti so e basta.
Quando rivivo le parole degli altri in cui esistiamo solo come ciò che potevamo essere, e ti rincontro come una vita nuova. Ho imparato ad attraversare gli spazi della mia mente, quasi tutti in modo sereno e in altri attimi sono riuscita ad immergermi in tutto quello che ho giurato non avrei giocato di me, e quanto sono viva lo devo a quella lotta che propongo come salvezza. Sono riuscita a confidarti quell'angolo di splendido buio senza affidartelo, e così, fieramente, l'ho difeso da ogni distruzione.

venerdì 2 marzo 2012

Il trasloco del passato

ecco vedi, io vivo la mia vita così, tutt'ora vado avanti, e sono serena, ma qualcuno, perlopiù pazzo, ogni tanto rientra a dirmi che eravamo così strani e belli da suscitare domande.

venerdì 17 febbraio 2012

Non ho spazzato per terra, ma ho fatto i piatti (Con karma in vacanza)



lo, su - non è che non sei abituato alle buone notizie (sì sì, proprio tu), però quando si accumulano ti viene quel senso di vago sospetto e di inquietudine. Non di colpa, pure se forse un poco dovresti, che al solito stai accentrando tutto su di te, come se a creare le buone notizie fossi stato tu. Non importa: in fin dei conti la meccanica del tuo proprio egoismo ti interessa e no.
Comunque stai divagando e - dicevi - sei un po' sorpreso dal fatto che per una volta pare che stiano tutti bene e tutti quei dinamismi delle teorie zen sugli equilibri (via gli status quo dai social nè!) siano un po' più statici. Che ti ritrovi col pessimismo in vacanza, ma un tarlo grosso così - non così, un po' di meno. Ecco, così - che chissà se avrà chiuso il gas prima di partire.

Dai che non sei da solo - che poi passi per scemo - mica l'hai detto tu per primo che il karma è una puttana e ha una scala di valori tutta sua. Non è che una sigaretta buttata da un balcone valga un genocidio - almenopensi - e diciamo che la parte tua l'hai fatta: certo non hai spazzato, ma hai fatto i piatti. E stasera a cena c'era l'orata al forno, cacchio se s'attacca quella in neanche il tempo di ricordarti cosa volevi dire con questo paragone.

Magari, tutto sommato, sono solo paranoie e un attimo di respiro te lo meriti e basta. Poi sentirselo dire con un sorriso da "Forse è il caso che ti siedi" con ancora la sciarpa addosso, un po' ti fa piacere.
Magari, tu che hai l'hobby di fissare il soffitto, potresti pure provare a immaginare che dall'altra parte dell'intonaco ci siano le stelle. O tutt'al più quelli che abitano al piano di sopra.

E se a un tratto la terra trema, almeno i piatti sono in ordine sopra il lavello. A fianco ai bicchieri.

È tutto il giorno che rincorro quello che c'è da fà, e poi il destino non dà una mano
siamo una categoria di autonomi e immortali, fattiammano e autodidatta
e daje destì, dacce 'na mano
(no 'na mano pe' la discesa, però)
si, lo so, sono io che non mi spiego, non so bene quello che voglio,
ma anche te abbi un po' di pazienza, che poi t'incazzi e mi fai ballare il soffitto sulla testa.
Come faccio a pensare? Ho giust'appena imparato a reagire connettendo le gambe con le braccia, e lo stomaco coi capelli..
e comunque sto sempre un passo indietro o un passo avanti. Al passo, mai.

Non ho spazzato per terra, ma ho lavato i piatti, e ho fatto bene, tanto poi c'è stato il terremoto.

E ci stavo anche a pensare. Ancora. Ma sì, ero stata abbastanza brava. Avevo finito i compiti, comprato un biberon e un bavaglino, passeggiato con un'amica che non vedevo da un pò, comprato le sigarette per non rimanere senza, cucinato le cotolette al forno per non usare l'olio, deciso di riposare, ascoltare sanremo, bere un bicchiere di vino, stare sopra al divano, parlare con gli amici al pc, provare ad avvicinare una persona nuova. Godermi lo spazio. Poi, lo spazio a un certo punto era da un'altra parte.

Amore, ho avuto paura.

Non ho spazzato per terra, ma ho lavato i piatti, e ho fatto bene, tanto poi c'è stato il terremoto.









lunedì 13 febbraio 2012

Scemo chi legge

Pensavo che sarebbe stata la cosa più facile dire quello che volevo. Dopo aver mostrato il fianco molte volte (conversazione <sai, ho un punto debole, e proprio lì non dovresti colpirmi>, <Dove scusa? ZZZZacccc!!!!>) ho smesso di dirlo di mia spontanea volontà, selezionando così chi me lo chiedeva, e chi no. Insolitamente, o almeno così ho pensato, nessuno me lo ha chiesto più. Così me ne sono dimenticata, e adesso quando vedo i gesti di cui potrei innamorarmi, sorrido e basta, ma non riuscirei nemmeno più a dire che li vorrei per me (azzardo anche un: <per carità..che è questa merda intrisa di ipocrisia medio-borghese su come devono essere i rapporti di coppia, che piuttosto che ridurmi così...> < ah, perchè si stava parlando di coppia?> <no, no, di stocazzo>). Perciò adesso mi chiedono perchè sorrido, e a questo rispondo che io sorrido sempre. Sorrido di amore (non di stocazzo).

Sottovoce

Mi impegno a scrivere letterine di desideri così bene, che alla fine le legge Satana, così ho detto shh *chiudo il vaso di Pandora*. Nel mio mondo ci sono sogni di legami e legami che riescono a sognarsi (quasi Marzullo).

mercoledì 11 gennaio 2012

Thermos e Thanatos

E' solo una scelta linguistica, suona meglio di Eros e Thermos. Meglio dirlo subito in nome di una chiarezza che non riesce ad essere altro da sé. Fatto sta che è sempre bello condividere qualcosa a maggior ragione il caffè, al mare. Già una volta avevo fatto la distinzione tra il lago e il mare del posto in cui vivo, e prendo sempre tutti e due senza scegliere. Come dire: zucchero, un cucchiaino e un pò (*un pò quanto?* ehhh quella è magia). Così al lago ci può stare la divisa compresenza, al mare la condivisa presenza.
Una giornata amuleto che ha spezzato l'incantesimo dell'alternanza, il caffè, contenuto da un thermos millenario, e il mare che s'è preso l'ametista a suggellare un sacco di eventi. Eventi a favore!